Dal 26 al 30 maggio 2026, al congresso mondiale distrofie miotoniche a Saguenay in Canada, nell’IDMC15 i massimi esperti mondiali si confrontano. La Fondazione Malattie Miotoniche ETS porta al tavolo internazionale una ricerca che apre nuove piste sulla DM1 e nuove linee guida sui sintomi gastrointestinali.
Una nuova speranza per chi convive con la Distrofia Miotonica
Per migliaia di pazienti e famiglie che ogni giorno fanno i conti con la Distrofia Miotonica; ogni congresso sulle Distrofie Miotoniche di livello internazionale è molto più di un appuntamento scientifico.
Per questo l’edizione 2026 dell’IDMC15, il più importante convegno mondiale dedicato alle Distrofie Miotoniche, è particolarmente attesa. Si terrà dal 26 al 30 maggio 2026 a Saguenay, in Quebec (Canada), e vedrà la partecipazione attiva della Fondazione Malattie Miotoniche ETS con il Prof. Giovanni Meola, tra i massimi esperti mondiali della patologia.
Sul tavolo, due contributi che possono davvero fare la differenza per i pazienti: una nuova ricerca italiana sulla DM1 e le prime linee guida internazionali sui disturbi gastrointestinali legati alla malattia.
Cos’è il congresso Distrofie Miotoniche IDMC e perché è così importante
L’International Myotonic Dystrophy Consortium (IDMC) è il convegno biennale che riunisce, in un unico luogo, tutti gli attori che ruotano attorno alle Distrofie Miotoniche:
- ricercatori di base e clinici di tutto il mondo;
- Associazioni di pazienti e familiari;
- Industrie Farmaceutiche impegnate nei trial clinici.
È qui che, ogni due anni, si fa il punto reale su cosa la scienza ha scoperto, quali farmaci stanno avanzando e quanto siamo vicini a nuove terapie.
I trial farmaceutici in arrivo: cosa aspettarsi
Prima dell’apertura ufficiale del congresso, è in programma un incontro riservato alle Case Farmaceutiche, che presenteranno i dati aggiornati sui loro studi e trial clinici. Per la comunità dei pazienti è uno dei momenti più attesi: significa scoprire quali molecole stanno funzionando e quali si avvicinano alla fase clinica decisiva.
Anche a questo appuntamento sarà presente la FMM ETS con il Prof. Meola, che porterà in Italia, nei mesi successivi, gli aggiornamenti più rilevanti per pazienti e famiglie.
La scoperta italiana sulla DM1: il ruolo dell’infiammazione
Tra i contributi scientifici più interessanti dell’IDMC15 c’è una ricerca sostenuta dalla Fondazione Malattie Miotoniche ETS e firmata dal Prof. Meola, che verrà presentata nelle sessioni dei poster.
Lo studio ha utilizzato una tecnica biomolecolare avanzata, il profilo multiomico serico, su 35 pazienti con Distrofia Miotonica di tipo 1 (DM1):
- ➤ 25 con forma classica
- ➤ 4 con forma infantile
- ➤ 2 con forma infantile
- ➤ 4 con forma congenita
Il risultato è significativo: nei pazienti è stata individuata una risposta infiammatoria acuta, che potrebbe giocare un ruolo chiave nel meccanismo della malattia e nelle differenze tra i suoi sottotipi.
In parole semplici: l’infiammazione potrebbe essere uno dei tasselli mancanti per capire perché la DM1 si manifesti in modo così diverso da paziente a paziente. E, in prospettiva, potrebbe diventare **un nuovo bersaglio terapeutico.
Disturbi gastrointestinali: arrivano le prime linee guida internazionali
Chi convive con una Distrofia Miotonica lo sa bene: i disturbi gastrointestinali — reflusso, stipsi, difficoltà digestive, dolore addominale — sono tra i sintomi più frequenti e fastidiosi, ma spesso vengono sottovalutati nei percorsi di cura.
All’IDMC15 verranno presentate le prime Linee Guida e Raccomandazioni internazionali dedicate proprio a questi sintomi, redatte da un gruppo di esperti mondiali di cui fa parte il Prof. Meola.
È un cambio di passo importante: significa che, finalmente, anche i sintomi “meno noti” della malattia avranno un protocollo condiviso a livello globale per essere riconosciuti e gestiti meglio.
Un nuovo studio FMM sui sintomi gastrointestinali: come partecipare
Proprio sul fronte gastrointestinale, la Fondazione Malattie Miotoniche ETS sta lanciando una nuova ricerca rivolta a un’ampia coorte di pazienti, per fotografare in modo sistematico la diffusione e la gravità di questi disturbi.
Lo studio è in attesa dell’approvazione del Comitato Etico. Nel frattempo, ai pazienti che si rivolgono all’ambulatorio di Malattie Rare del Prof. Meola, presso la Casa di Cura Igea di Milano, viene già somministrato un questionario dedicato: un primo passo concreto per costruire conoscenza utile a chi convive con la malattia.
Perché tutto questo riguarda anche te
Dietro a una ricerca, a un congresso o a una linea guida ci sono persone reali: pazienti, famiglie, caregiver. Ogni passo avanti della scienza nasce dal lavoro quotidiano di chi studia la malattia e dal sostegno di chi crede che valga la pena farlo.
La Fondazione Malattie Miotoniche ETS è in prima linea su entrambi i fronti: porta la voce dei pazienti italiani nei consessi internazionali e finanzia ricerche concrete che possono cambiare la vita di chi convive con la Distrofia Miotonica.
Sostieni la ricerca sulle Distrofie Miotoniche
Le scoperte come quelle presentate al congresso Distrofie Miotoniche IDMC15 sono possibili anche grazie a chi sceglie di stare al fianco della FMM. Scopri come sostenere la Fondazione Malattie Miotoniche ETS: ogni contributo è un passo in più verso nuove terapie e una vita migliore per i pazienti.
a cura della Redazione FMM ETS


