Celebrazione in onore del Prof. Richard Moxley, grande clinico e ricercatore nel campo delle distrofie miotoniche

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Venerdì 1 giugno si è tenuta presso l’Università di Rochester (NY) una giornata di celebrazione in onore del prof. Richard Moxley che si è ritirato dalla vita lavorativa attiva, clinica e di ricerca. E’ stata una giornata di tributo per una persona che negli ultimi 44 anni si è spesa con competenza, professionalità e grandissima umanità per le malattie neuromuscolari ma in particolare per le distrofie miotoniche, descrivendo per primo dal punto di vista clinico la distrofia miotonica di tipo 2 (1994).

In suo onore è stato organizzato un Convegno a cui sono stati invitati a parlare, oltre la figlia Donna Moxley, professore presso l’Università di Boston, i neurologi e i biologi che con il prof. Moxley hanno contribuito a livello internazionale a studiare le distrofie miotoniche e a prendersi cura dei pazienti affetti da queste patologie rare. Hanno parlato il prof. Charles Thornton, che con lui è stato l’organizzatore del trial sulla DM1, la prof.ssa Laura Ranum, che ha scoperto il gene della distrofia miotonica di tipo 2, il prof. Tetsu Ashizawa che è stato ideatore del Consorzio Internazionale sulle DM, il prof. Alastair Corbett che con lui è stato un pioniere sulla insulino-resistenza (progetto di ricerca attualmente sostenuto dalla FMM) e, unico europeo, il prof. Giovanni Meola, che ha tenuto una conferenza sulla “Compromissione cerebrale nelle distrofie miotoniche”. Questo argomento è stato scelto perchè è stato proprio il prof Moxley a ispirare il prof. Meola nell’iniziare ad occuparsi di questo aspetto cosi problematico della malattia.

Amico, mentore e collega del prof. Meola, Dick Moxley è tutt’ora membro del Consiglio Scientifico della Fondazione Malattie Miotoniche e il suo contributo e sostegno scientifico e umano è per tutti noi un onore grandissimo.

Auguri Dick per la  tua pensione che crediamo non ti impedirà di continuare ad occuparti con grande competenza ed umanità dei pazienti affetti da queste patologie rare.