Report sulle novità della ricerca di base, clinica e terapeutica per le Distrofie Miotoniche

Categoria: Convegni scientifici | 0

Dal 10 al 14 giugno si è tenuto a Gothenborg (Svezia) la dodicesima edizione del Consorzio Internazionale sulle Distrofie Miotoniche IDMC-12.

Di seguito sono riportate sinteticamente le novità presentate dai ricercatori per quanto riguarda la ricerca di base, clinica e gli sviluppi terapeutici per le Distrofie Miotoniche.

 

Ricerche supportate dalla Fondazione Malattie Miotoniche

La Dott.ssa Cardani ha presentato i risultati della ricerca sull’associazione tra insulino resistenza e atrofia muscolare scheletrica nelle DM evidenziando come la mancata attivazione del meccanismo d’azione dell’insulina possa essere legato ad una minor espressione del recettore insulinico nel muscolo dei pazienti DM e come questo possa contribuire alle alterazioni istopatologiche del muscolo scheletrico.

La dott.ssa Valaperta ha descritto la presenza di un polimorfismo nel gene TNNT2 che potrebbe contribuire alle alterazioni cardiologiche tipiche dei pazienti affetti da DM.

Inoltre il Dott. Fabio Martelli e la Dott.ssa Alessandra Perfetti, che collaborano da diversi anni con i ricercatori della Fondazione nella ricerca sui biomarcatori nelle Distrofie Miotoniche, son stati invitati a presentare i loro risultati sui microRNA e RNA circolari in una sessione speciale del congresso.

Sessione sui Modelli Animali

Sono stati presentati due nuovi modelli di topo che saranno utilizzati per meglio comprendere il meccanismo patogenetico delle DM. Il primo è un topo MBNL1/2 Doppio Knockout che riproduce la patologia cardiaca tipica delle DM è sarà quindi utile per studiare i meccanismi patogenetici che sono causa di morte improvvisa nei pazienti DM. Il secondo è un topo Dmpkexp knockin con una grande espansione CTG utile quindi per studiare gli effetti patogenetici delle espansioni microsatellite.

Sessione dedicata ai Meccanismi Patogenetici

Tra i diversi lavori di particolare interesse sono stati i risultati presentati sulla “RAN translation” come meccanismo patogenetico addizionale nelle DM: sono stati sviluppati nuovi anticorpi contro le proteine tossiche prodotte da questo anomalo meccanismo che saranno quindi utili a meglio capire i reali effetti patogenetici della RAN translation nelle DM. Interessante anche lo studio sulle differenze tra la forma congenita e la forma adulta della DM1: i risultati hanno evidenziato differenze nel pattern di deregolazione dello splicing alternativo di diversi geni ad indicare che le due forme sono due distinti aspetti della DM1.

Sessione dedicata alle Caratteristiche Cliniche delle DM, moderata dal Prof. Meola

Sono stati presentati i risultati degli studi fatti sul Sistema nervoso centrale, sui disturbi del sonno, sulle complicanze respiratorie e sul diabete. Questi studi clinici danno un contributo importante nel comprendere i diversi aspetti multisistemici di queste patologie.

Sessione dedicata allo Sviluppo e somministrazione di nuovi farmaci

I lavori presentati si sono dimostrati molto promettenti per lo sviluppo di una futura terapia per le distrofe miotoniche. Sono stati presentati i risultati sugli effetti terapeutici del Tideglusib un farmaco inibitore di GSK3beta prodotto dalla AMO Pharma sulla forma congenita della DM1. I risultati mostrano che tale farmaco migliora la sopravvivenza e la morfologia e la forza muscolare nel modello di topo DMXL con distrofia miotonica congenita. In un altro lavoro si è visto che la somministrazione combinata di eritromicina e furamidina in modelli murini DM1 migliorano l’alterazione dello splicing e la miotonia ad indicare che la combinazione di farmaci potrebbe essere un promettente approccio terapeutico. Per quanto riguarda gli oligonucleotidi antisenso ASO, uno dei problemi di questi farmaci è la somministrazione e il raggiungimento degli organi target. Uno studio ha mostrato che la coniugazione dell’ASO con il peptide Pip6a migliora notevolmente la biodistribuzione del farmaco nel muscolo scheletrico di un modello murino portando alla normalizzazione di alcuni degli aspetti patogenetici della malattia. Sempre riguardo gli effetti terapeutici degli ASO, per potenziare la biodisponibilità e l’efficacia dell’ASO DMPK prodotto dalla IONIS, l’oligonucleotide è stato coniugato alla molecola C16 e ciò ha permesso di verificare che nel modello murino il C16-ASO migliora la patologia del muscolo se somministrato sistemicamente e la patologia del cervello se somministrato come bolo intratecale. Una nuova classe di potenziali farmaci, gli antagonisti dei microRNA, è stata testata nel modello di topo DM1. Queste sostanze hanno mostrato che se somministrate sottocute sono in grado di revertire l’alterazione dello splicing alternativo di diversi geni, migliorare l’istopatologia e la forza muscolare. Questi dati supportano l’ipotesi che i microRNA possono essere usati come target per lo sviluppo di nuovi farmaci.

 

Grazie al lavoro di diversi gruppi di ricerca in tutto il mondo, anche quest’anno l’IDMC-12 ha permesso di mettere in luce passi avanti fatti nella comprensione dei meccanismi molecolari delle DM e nello sviluppo di nuovi potenziali farmaci che, visti i risultati ottenuti in fase preclinica, potranno in futuro essere sperimentati anche sull’Uomo.