Report dall’American Academy of Neurology, 2017

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Dal 22 al 28 aprile si è tenuto a Boston (USA) il Convegno annuale dell’Accademia Americana di Neurologia (AAN- American Academy of Neurology) che riunisce neurologi provenienti da tutto il mondo.
Tra le comunicazioni orali ed i poster presentati durante il Convegno, il prof. Meola, che vi ha partecipato, ha scelto le ricerche più significative riguardanti le malattie miotoniche, che vengono riportate di seguito.

Per quanto riguarda il Trial clinico sul farmaco IONIS-DMPKRx per la DM1,durante il Convegno non è stato presentato alcun aggiornamento né da parte delle case farmaceutiche Ionis Pharmaceuticals e Biogen né da parte dei clinici implicati. Molto probabilmente, se ci saranno avanzamenti nel Trial, questi verranno presentati al IDMC11 (Consorzio internazionale sulle Distrofie Miotoniche) che si terrà a San Francisco (USA) dal 5 al 9 settembre 2017 e a cui parteciperà il Prof. Meola, la moglie Paola e i ricercatori della FMM.

 

Ecco i lavori scientifici più interessanti presentati all’AAN 2017:

Nuovi biomarcatori genici nelle urine dei pazienti affetti da DM1

Le distrofie miotoniche sono dovute ad un “alterato splicing” (trascrizione/produzione di proteine da immature a mature) che può spiegare l’aspetto multisistemico della malattia. Tale processo di splicing alterato può rappresentare un biomarcatore della malattia e viene generalmente riscontrato a livello della biopsia muscolare, indagine invasiva per il paziente. Un gruppo di ricercatori americani di Boston, esaminando le urine di 18 pazienti affetti da DM1, ha rilevato alterazioni dello splicing in 11 proteine rispetto alle 30 esaminate, osservando caratteristiche molto simile a quanto riscontrato a livello bioptico muscolare. Le urine possono quindi essere una valida alternativa alla biopsia muscolare, come biomarcatore di malattia nella DM1 e rappresentare un utile strumento per monitorare la terapia degli oligonucleotidi antisenso (terapia genica della DM1 nell’attuale trial). La ricerca, presentata sotto forma di comunicazione orale per la prima volta a questo convegno, necessita di essere ulteriormente approfondita dai ricercatori di Boston e validata anche in altri laboratori.

Biomarcatore dell’insulino resistenza per la sindrome metabolica nelle DM

Il prof. Meola ha partecipato al Convegno con una comunicazione orale, portando i primi risultati di un progetto di ricerca supportato dalla MDF (Myotonic Dystrophy Foundation) e dalla FMM riguardante lo studio dei meccanismi molecolari alla base dell’insulino resistenza (sindrome metabolica legata all’obesità e all’aumento dei grassi) nelle distrofie miotoniche. L’insulino resistenza potrebbe infatti peggiorare alcuni aspetti multisistemici delle DM, in particolare a livello del cuore, del muscolo scheletrico e del sistema nervoso centrale. Queste anomalie molecolari sono state individuate nel muscolo tibiale anteriore nella DM1 (6 pazienti) e nel bicipite brachiale nella DM2 (3 pazienti). Tali alterazioni rappresentano un utile biomarcatore sia in ambito diagnostico di insulino-resistenza che di monitoraggio di future terapie specifiche. Parte di questi risultati sono stati inviati ad una rivista internazionale per la pubblicazione.

Evidenza di premutazione nella DM2

Il range di espansione della tetrapletta CCTG nella DM2 va da 75 a 11.000 ed è alla base della diagnosi biomolecolare della malattia. Tra 16000 pazienti con sospetto di DM2, esaminati da un gruppo di ricercatori americani di Marlborough MA, in 158 pazienti è stato riscontrato un range di espansione compreso tra 50 e 75. Per comprendere il significato di questa possibile “premutazione”, le alterazioni genotipiche andranno correlate con eventuali quadri clinici presenti (miotonia, anomalie elettromiografiche, ecc) in un maggior numero di pazienti.

Correlazione tra esami di risonanza magnetica e alterazioni muscolari

Un gruppo di ricercatori dell’Iowa (USA) ha riscontrato in 5 pazienti DM1 delle alterazioni della sostanza bianca mediante risonanza magnetica cerebrale con alterazioni muscolari strutturali e funzionali a livello del muscolo soleo. Questo dato conferma ulteriormente la presenza di una compromissione del sistema nervoso centrale nei pazienti affetti da DM1.