Note al reddito di cittadinanza: poche risorse per le persone con disabilità

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Il reddito di cittadinanza è legge. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 marzo 2019. E’ un provvedimento molto atteso e come con tutte le cose con aspettative alte, ci sono molte persone deluse,  tra le quali le persone con disabilità e i loro famigliari: la speranza era  che il reddito di cittadinanza potesse dare quell’aiuto in più che le famiglie con persone disabili chiedevano da tempo.

Il problema principale è il computo del reddito. La legge prevede che il calcolo del limite del reddito includa anche “valore annuo dei trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti il nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi”. Dunque vengono incluse le pensioni di invalidità civile, sordità, cecità civile, gli assegni agli invalidi parziali, l’indennità di frequenza e le pensioni sociali. Non sono però incluse le indennità di accompagnamento.

Ma cosa comporta l’inclusione delle pensioni di invalidità nel computo del reddito? L’Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) fa un esempio molto semplice. Una persona con invalidità civile al 99% che vive sola e senza ulteriori redditi avrà un reddito di cittadinanza di 2.300 ero l’anno, mentre una persona senza disabilità nelle stesse condizioni avrà diritto a 6.000 euro. Una doppia beffa per le persone con disabilità: non solo una possibile esclusione ma anche una riduzione dell’importo del reddito di cittadinanza.

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) ha sottolineato che spesso è la disabilità stessa la causa di difficoltà economiche. “Finché non vi sarà consapevolezza di queste correlazioni”, sottolinea il Presidente Vincenzo Falabella, “ le politiche per l’inclusione sociale non potranno che essere fallimentari”.

Alcuni benefici per le persone disabili nella legge sul reddito di cittadinanza

  • possono essere esclusi dal patto di lavoro e per l’inclusione sociale;
  • possono essere esclusi dall’obbligo di trovare una lavoro lontano da casa;
  • se il nucleo familiare decade dal reddito di cittadinanza possono presentare una nuova domanda dopo sei mesi invece che 18;
  • incremento della soglia massima di patrimonio mobiliare di 5.000 euro;
  • un incremento della quota base di reddito di cittadinanza erogabile se il nucleo familiare è composta da almeno quatto componenti da 1.050 euro a 1.100 euro.

Per quanto riguarda i famigliari, chi appartiene ad un nucleo familiare con un minore di tre anni, disabili gravi o non autosufficienti può essere esonerato dagli obblighi connessi con il reddito di cittadinanza e beneficiare delle agevolazioni per le persone disabili appena elencate.