L’ assistenza al disabile va garantita. SEMPRE

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Lo ha deciso una sentenza del Consiglio di Stato, annullando le precedenti decisioni del TAR e dell’Asl. La decisione è stata presa dopo che una coppia ha visto rifiutata dall’ Asl la domanda d’inserimento della propria figlia disabile presso un centro diurno, motivandola con la mancanza di fondi e disponibilità di posti e sostenendo che l’azienda deve essere “tenuta a garantire i livelli essenziali di assistenza socio sanitaria nel rispetto dei vincoli di bilancio assegnati annualmente dalla Regione e dalla Conferenza dei Sindaci”.

Il Consiglio di Stato, in contrasto con le precedenti risoluzioni, ha invece dato ragione alla coppia alla luce di un principio estremamente semplice: “Il mancato inserimento nel Centro Diurno, laddove ne sia stata valutata la necessità terapeutica e assistenziale per la totale disabilità accertata, è contrario a tutte le norme nazionali e internazionali, invocate dai ricorrenti, che pongono tra i valori essenziali da tutelare nel nostro ordinamento la salute e dignità delle persone disabili”.

Inoltre, “è stato anche rilevato dalla giurisprudenza come le norme a tutela dei disabili, risultano essenziali al sostegno delle famiglie ed alla sicurezza e benessere della società nel suo complesso, poiché evitano la segregazione, la solitudine, l’isolamento, nonché i costi che ne derivano, in termini umani ed economici, potenzialmente insostenibili per le famiglie; inoltre, l’inserimento e l’integrazione sociale rivestono fondamentale importanza per la società nel suo complesso perché rendono possibili il recupero e la socializzazione”.

Non solo. Il principio dell’equilibrio di bilancio in materia sanitaria non può “essere invocato in astratto, ma debba essere dimostrato concretamente come impeditivo, nel singolo caso, all’erogazione delle prestazioni e, comunque, nel caso in cui la disabilità dovesse comportare esigenze terapeutiche indifferibili, il nucleo essenziale del diritto alla salute deve essere salvaguardato”.

Sentenze come queste ci fanno sperare in un futuro migliore per le persone con disabilità, anche se a volte bisogna lottare per vedere rispettati i propri diritti.